Pro Loco Sant’Elena

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L’abitato di S. Elena s’incontra, prove­nendo dalla statale 16, deviando a Solesino per Este. Vi è inoltre una sta­zione ferroviaria sulla linea Bologna­-Venezia.
II suo centro storico si allinea lungo la strada che porta a Granze e Vescovana, mentre s’impostano nuove aree abitative su recenti vie di penetrazione.
In epoca romana il luogo fu intensamen­te colonizzato. Numerosi sono infatti i reperti provenienti da Sant’Elena, pres­so il Museo Nazionale Atestino.
Sembra che gli insediamenti siano stati particolarmente favoriti dalla disposi­zione dei terreni sabbiosi dossivi, non lungi dal grosso centro di Este, a ridosso delle aree vallive, ricche di selvaggina e di pascoli, che occupavano gli odierni territori di Solesino, Stanghella, Granze. Il luogo di Sant’Elena viene scritto per la prima volta nel testamento di Obizzo I d’Este, nel 1193. In questo si nomina­no fidecommissari di tale atto i priori di Sant’Elena e di Carceri.
Il territorio faceva parte molto probabil­mente della “Corte Elisina”, che il “Chronicon” di Burcardo d’Ursberg riferisce essere stata la dote che il duca Guelfo II d’Altdorf assegnò alla figlia Cunegonda o Cunizza, quando si sposò con Azzo II d’Este nel 1126.
Se la Corte Elisina è da individuarsi in Solesino, si spiega meglio come Sant’E­lena venga molto spesso nei documenti unita a Solesino.
Già il 9 aprile 1224, Azzo VII d’Este investe della decima e dei trentesimi il priore di “Santa Maria et S. Elena de Solesin” .
Il legame, almeno ecclesiastico, è molto stretto tra le chiese di Santa Maria di Solesino e di Sant’Elena, tanto che nella decima papale la chiesa di Sant’Elena viene nominata come cappella del mo­nastero di Solesino. Detto monastero, dopo un periodo di com­menda, come risulta da una visita pasto­rale del 25 settembre 1460, alla rinuncia del commendatario Filippo degli Orsini, fu assegnato, assieme alle chiese di Solesino e di Sant’Elena, da papa Sisto IV, all’ordine olivetano di S. Benedetto Novello di Padova. Da questo momento gli Olivetani reggeranno le due chiese ed amministreranno le decime del territo­rio. Il monastero si ridusse poi alla presenza di un solo monaco che fungeva anche da parroco della chiesa di Sant’E­lena. Ciò si continuò fino alla soppres­sione napoleonica.
La prima chiesa era lunga. circa venti metri e larga una decina. Sostituita dall’odierna, tra il 1820 ed il 1831, con un’altra ad unica navata di stile neoclas­sico.Il campanile fu elevato tra il 1620 ed il 1627.

 


  • La Barchessa
  • La Barchessa – Vista dall’alto
  • Villa Miari

Monumenti

Chiesa Parrocchiale
L’ attuale chiesa è stata edificata tra il 1820 e il 1831sulle fondamenta della vecchia chiesa,essa si sviluppa su  una navata in stile neoclassico addiacente vi è il campanile eretto tra il 1620 ed il 1627.

La Barchessa
Edificio notevole con massiccio porticato, appartenente alla famiglia Sacchetto. Sulle pareti esterne di questa sono murate due lapidi in marmo di Nanto con stemma olivetano e scritte che denunciano la funzione di granza del complesso.
Nella parete del sottoportico, in una nicchia a finestra, è venuto recentemente alla luce un affresco di una Madonna con Bambino, di gusto popolare. Nella nic­chia si rinvenne pure un foglietto scritto, datato I0 aprile 1813, con l’indicazione del mastro muraro che aveva eseguito il lavoro di chiusura dell’immagine. Parti­colare interessante è che si legge, tra la
scrittura assai malconcia, la frase finale “che riedificò la chiesa parrocchiale”. La qual cosa farebbe sospettare che almeno la muratura della chiesa fosse stata portata a termine prima del 1920. In un catastico di fine Settecento, l’edifi­cio appare al completo, più ampio, con la tipica casa del boaro.

Villa Miari de’ Cumani
Edificio, più prestigioso che importante storicamente, è la, con ampio parco, disegnato dallo Jappelli ed ultimato nel 1873. La villa è stata più volte rimaneggiata nella forma e nelle linee originali, fino all’ulti­mo assetto del 1866. Annesso ad essa, affacciato sulla strada, vi è l’Oratorio di S. Carlo Borromeo, fatto erigere nel 1771, dedicato un tempo ai SS. Antonio e Sabino.

Casa Castelli/Brocadello
Tipica casa patronale di campagna posta tra la villa e il sottopasso verso Este: vasto giardino cinta da mura perimetrali, visitabile solo dal esterno.
Altri oratori e capitelli, punteggiano la campagna, ad indicare una viva religio­sità popolare.

 


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